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Anima
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Lmwcg'mwcwanima (dal mwdalatino mwdqanima, connesso col mwdggreco mwdwànemos «soffio», «vento»), in molte mweareligioni, mweqtradizioni mwegspirituali e mwewfilosofie, è la parte mwfavitale e spirituale di un mwfqessere vivente, comunemente ritenuta distinta dal mwfgcorpo fisico.cite-ref-0-1-0[1] Tipicamente veniva assimilata al mwgwrespiro (donde la sua etimologia).cite-ref-0-1-1[1] Originariamente espressione dellmwia'mwiqessenza di una mwigpersonalità, intesa come sinonimo di «mwiwspirito», o «mwjaio», a partire dall'età moderna venne progressivamente identificata soltanto con la «mwjqmente» o la mwjgcoscienza di un mwjwessere umano.cite-ref-2[2]
Nell'anima è spesso implicita l'idea di una sostanziale mwlqunità e immutabilità di fondo che permane ai mutamenti del corpo e presiede alle sue funzioni.cite-ref-3[3] Le religioni monoteiste affermano che sia mwmgDio a creare o generare le anime. In alcune culture si attribuisce l'anima a esseri viventi non umani e, talvolta, anche a oggetti (come i mwmwfiumi), una credenza nota come mwnaanimismo.
I termini «anima» e «mwngspirito» vengono spesso usati come sinonimi, sebbene il primo possa essere maggiormente legato al principio mwnwvitale di una persona,cite-ref-treccani-4-0[4] mentre in una mwpavisione tripartita dell'essere umano essa svolga una funzione intermediaria tra spirito e corpo.cite-ref-5[5]
Anche le parole «anima» e «mwqgpsiche» possono essere considerate come sinonimi, sebbene «psiche» abbia connotazioni relativamente più fisiche, mentre l'anima è collegata più strettamente alla mwqwmetafisica e alla religione. Nella mwraGrecia antica si faceva a volte riferimento all'anima con il termine mwrqpsyche, da collegare con mwrgpsychein, che analogamente ad mwrwanemos significa «respirare», «soffiare».cite-ref-6[6] Nell'mwtaInduismo in generale si fa riferimento all'mwtqĀtman.cite-ref-7[7]
Contents
• Latini
• Animo
• Ebraismo
• Islam
• New age
• Note
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Il concetto di anima in Occidente
Per gli mwxaantichi Egizi, l'mwxqessenza spirituale dell'uomo è costituita da tre elementi soprannaturali: l'mwxgakh, il mwxwba, e il mwyaka.
Anche nello mwygZoroastrismo persiano esisteva l'idea dell'anima e di un giudizio dopo la morte, tanto che le anime dovevano attraversare un sottilissimo ponte, il mwywCinvat. E così pure il mwzaMitraismo iranico predicava una via iniziatica per la salvezza dell'anima.
Antica Grecia
Nel mondo della mwzwGrecia arcaica, nei mwaariti misterici dell'mwaqorfismo, il corpo fisico è una «prigione» per l'anima, significato sottolineato dall'assonanza dei termini σῶμα (mwagsoma) = corpo, e σῆμα (mwawsema) = tomba, prigione da cui essa deve liberarsi attraverso i mwbariti iniziatici, senza i quali rimane degradata a uno stato di non-esistenza, che la condanna alla mwbqtrasmigrazione.cite-ref-treccani-4-1[4] Altri culti misterici a carattere mwcgsoteriologico furono i mwcwMisteri di Eleusi e i mwdamisteri dionisiaci.
Con mwdgSocrate per la prima volta il concetto di anima diventa il centro degli interessi della mwdwfilosofia occidentale. Prima di lui, i filosofi erano soliti occuparsi di questioni attinenti al mweamondo o alla mweqnatura, e la nozione di anima possedeva connotati esclusivamente mwegmitologici, ad esempio negli autori epici come mwewOmero e mwfaVirgilio, dove era assimilata ad un "soffio" che abbandona il corpo nel momento della morte;cite-ref-9[9] allora si riteneva che essa avesse soltanto la consistenza di un'mwgqombra, capace di sopravvivere nell'mwggAde ma senza più poter esplicare la sua energia vivificatrice.
«Il concetto di
psiche
inventato da
Socrate
e codificato da
Platone
è centrale a questo proposito: Socrate diceva che il compito dell'uomo è la cura dell'anima: la
psicoterapia
, potremmo dire. Che poi oggi l'anima venga interpretata in un altro senso, questo è relativamente importante. Socrate per esempio non si pronunciava sull'
immortalità
dell'anima, perché non aveva ancora gli elementi per farlo, elementi che solo con Platone emergeranno. Ma, nonostante più di duemila anni, ancora oggi si pensa che l'essenza dell'uomo sia la
psyche
. Molti, sbagliando, ritengono che il concetto di anima sia una creazione
cristiana
: è sbagliatissimo. Per certi aspetti il concetto di anima e di immortalità dell'anima è contrario alla dottrina cristiana, che parla invece di
risurrezione
dei corpi. Che poi i primi pensatori della
Patristica
abbiano utilizzato categorie filosofiche greche, e che quindi l'apparato concettuale del cristianesimo sia in parte ellenizzante, non deve far dimenticare che il concetto di
psyche
è una grandiosa creazione dei greci. L'
Occidente
viene da qui.»
(Giovanni Reale, Storia della filosofia antica, Vita e pensiero, Milano 1975)
Secondo mwjaPlatone, l'anima è per sua natura simbolo di purezza e spiritualità, in quanto affine alle mwjqidee. Nel decimo capitolo del dialogo delle mwjgmwjwLeggi, si afferma che l'anima è immateriale, incorporea e costituita dalla sostanza degli dei. Il mwkamwkqTimeo introduce la nozione di un'mwkgAnima del mondo che genera le anime particolari.cite-ref-11[11]cite-ref-12[12] Queste hanno origine nel soffio divino (da cui il significato stesso della parola, ossia: mwmwvento, mwnasoffio) ed è ripartita, secondo il mwnqmwngmito del carro e dell'auriga, in mwnwtre attività: quella razionale (mwoamwoqloghistòn) che funge da guida, quella volitiva-irascibile (mwogmwowthumoeidès) animata dal coraggio, e quella mwpaconcupiscibile (mwpqmwpgepithymetikòn) soggetta ai mwpwdesideri.cite-ref-13[13] L'anima presente in ogni uomo sarebbe inoltre un frammento dell'mwraanima del mondo.cite-ref-14[14] Secondo la contrapposizione mwsqgnostica tra mwsgDio (pura perfezione, bene) e mwswmateria (imperfezione, male), ripresa dallo stesso Platone, l'anima sarebbe stata calata da Dio in un corpo materiale e perciò contaminata dall'intrinseca malvagità della materia stessa.cite-ref-15[15]
Nel tentativo di superare il dualismo platonico, mwuqAristotele intende l'anima come mwugmwuwentelechia: essa non è distinta dal corpo, ma coincide con la sua forma. L'anima per lui rappresenta la capacità di realizzare le potenzialità vitali del corpo, e dunque non è da questo separabile; per conseguenza, sarebbe mortale, anche se si tratta di una conclusione su cui egli non dà un giudizio definitivo.cite-ref-16[16] Un principio di mwwaeternità riposa in effetti nell'anima intellettiva, che però opera senza il supporto di un organo corporeo. Aristotele non chiarisce i rapporti tra quest'anima e le altre, né se l'eternità dell'anima intellettiva sia anche individuale; del problema discuterà la mwwqfilosofia medievale.cite-ref-17[17] Di tale principio Aristotele distingue invece le mwxgfunzioni, non più separate o in competizione come in Platone,cite-ref-18[18] ma personificandole in tre livelli della medesima anima:
• mwzqanima vegetativa, che governa le funzioni fisiologiche mwzgistintive (quelle che noi chiamiamo "animali", appunto: nutrizione, crescita, riproduzione);
• mw0aanima sensitiva, che presiede al movimento e all'attività sensitiva;
• mw0ganima intellettiva, che è la fonte del pensiero razionale e governa la conoscenza, la volontà e la scelta.
Per mw1aPlotino, che rigetta la definizione aristotelica dell'anima come "mw1qatto" di un mw1gcorpo vivo solo in potenza,cite-ref-20[20] l'Anima è la terza mw2wipostasi, la cui essenza è immortale, intellettiva e divina. Vi è un'anima universale, emanazione della sovra-realtà dell'mw3aIntelletto, che plasma e vitalizza l'intero universo (diventando mw3qAnima del mondo), e anime individuali, per tutti gli esseri viventi. Seguendo il mw3gmw3wTimeo di mw4aPlatone, Plotino attribuisce anime anche agli astri e ai pianeti.
La doppia anima
La singolarità del pensiero mw4wplotiniano riguardo all'anima sta nel suo averla sdoppiata in "Anima superiore", originaria e legata al divino, e "Anima inferiore" (appunto mw5aAnima del mondo), preposta al governo del mw5qcosmo o, nel caso degli individui, al governo del mw5gcorpo.cite-ref-21[21]
L'anima originaria per il filosofo non è mai oggetto di "caduta" e non discende mai nel mondo materiale. La discesa nel corpo consiste infatti in una propensione ("inclinazione") verso il sensibile e il particolare che si realizza in una sorta di emanazione.cite-ref-22[22] L'anima originale (a. superiore) produce così una specie di riflesso, una seconda parte dell'anima (a. inferiore) la cui funzione consiste nel muovere e guidare il corpo. Ciò avviene sia a livello individuale (ogni essere vivente possiede infatti un'anima superiore rivolta all'Intelletto e in perenne contemplazione, e un'anima inferiore, visibile come governo dell'anima e identificata con l'Io terreno) che a livello universale (l'Anima ipostasi, che procede dall'intelletto, emana da sé l'anima del mondo - l'anima inferiore dell'universo - che plasma e muove armoniosamente il tutto).
Per quanto riguarda l'etica, Plotino ritiene che l'anima superiore sia esente dal peccato e dalla corruzione,cite-ref-23[23] questo perché i comportamenti e gli atteggiamenti scorretti sono esclusivamente da riferire all'anima inferiore e al suo commercio con la materia. Il percorso dell'anima e la sua conversione è un processo dell'anima inferiore, che può elevarsi verso le prime realtà attraverso l'unione e il riassorbimento con l'anima superiore.
Le due anime possiedono ciascuna funzioni cognitive proprie:cite-ref-a-24-0[24] entrambe sono dotate di capacità di pensiero, anche se si tratta di modalità di pensiero differenti e di mw-gimmaginazione. Per Plotino - come per mw-wPlatone e mw-aAristotele - l'immaginazione è funzione della mw-qmemoria, quindi il suo sdoppiamento dà luogo a due tipi diversi di ricordicite-ref-a-24-1[24] (per l'anima inferiore si tratta di ricordi di oggetti sensibili e di esperienze terrene, mentre per l'anima superiore si tratta di mwaqireminiscenza). La comunicazione tra le due anime avviene continuamente in maniera spontanea proprio attraverso il continuo confronto dei ricordi sensibili provenienti dal basso con gli mwaqmarchetipi contemplati dalla parte superiore. Le passioni sono invece tipiche dell'anima inferiore, anche se in alcuni passicite-ref-25[25] si parla di passione in riferimento all'anima superiore, si tratta di un desiderio ancestrale che la tiene unita all'Intelletto.
L'atomismo
A differenza delle concezioni fin qui prevalenti, mwaqoDemocrito teorizzava un mwaqsmaterialismo che pure ammetteva l'esistenza di un'anima, comunque mortale, composta dagli atomi sferici del mwaqwfuoco.cite-ref-26[26]
Anche il suo discepolo mwariEpicuro non credeva in un'anima immortale, seppur ritenendola esistente e attribuendole una sostanza mwarmcorporea, composta di mwarqatomi, sparsi per l'organismo.cite-ref-27[27] Per lui la mwarkmorte era qualcosa di definitivo che consisteva appunto nel dissolvimento dell'anima, ma si può notare come a differenza del suo maestro Democrito, da cui riprende la dottrina, Epicuro attribuiva all'anima delle mwaroqualità rispetto al corpo,cite-ref-28[28] come la capacità di sentire o di patire, contrapposte al mero meccanicismo della quantità,cite-ref-29[29] e senza le quali il corpo, anche restando integro, di fatto non vivrebbe.
Latini
I latini, come è noto, non furono grandi speculatori di pensiero astratto, e utilizzarono serenamente per le proprie speculazioni filosofiche strutture provenienti da altre mwasuculture. Tanto che il grande filosofo-poeta mwasyepicureo mwascLucrezio, all'inizio del suo mwasgmwaskDe rerum natura, afferma di non sapere in cosa consista la natura dell'anima, limitandosi ad accennare alle teorie correnti, compresa quella della mwasoreincarnazione, senza mostrare alcun interesse a privilegiarne una:
(latino)
«
Ignoratur enim quae sit natura animai,
nata sit an contra nascentibus insinuetur
et simul intereat nobiscum morte dirempta
an tenebras Orci visat vastasque lacunas
an pecudes alias divinitus insinuet se
»
(italiano)
«S'ignora infatti quale sia la natura dell'anima,
se sia nata o al contrario s'insinui nei nascenti,
se perisca insieme con noi disgregata dalla morte
o vada a vedere le tenebre di
Orco
e gli immani abissi,
o per volere divino s'insinui in animali d'altra specie»
(Lucrezio, De rerum natura, I, 112-116)
Riecheggia questa indifferenza filosofica – accanto ad un sentimento personale di compassione – la piccola ode dell'imperatore mwas0Adriano, due secoli dopo (i cui primi versi sono noti ai moderni soprattutto per essere stati posti da mwas4Yourcenar in testa alle sue mwas8mwataMemorie di Adriano):
(latino)
«
Animula vagula, blandula
,
Hospes comesque corporis,
Quæ nunc abibis in loca
Pallidula, rigida, nudula,
Nec, ut soles, dabis iocos.
»
(italiano)
«Piccola anima smarrita e soave,
compagna e ospite del corpo,
ora t'appresti a scendere in luoghi
incolori, ardui e spogli,
ove non avrai più gli svaghi consueti.»
Patristica e Medioevo
Tra i mwat0padri della Chiesa prevaleva una mwat4concezione tripartita dell'essere umano, poi abbandonata.cite-ref-30[30] Secondo mwaumIreneo di Lione, «vi sono tre principi dell'uomo intero: il corpo, l'anima e lo spirito. Quello che salva e che forma è lo spirito. L'altro, che è unito e formato, è il corpo. Poi un intermediario tra i due è l'anima. Questa talora segue lo spirito ed è elevata da lui. Talora anche condiscende al corpo e si abbassa alle voglie terrestri».cite-ref-31[31]
Così anche secondo mwaukOrigene, «l'anima è una specie di intermediario».cite-ref-32[32] Lo stesso Origene riconduce l'etimologia della parola anima (mwau4psychè) al termine greco mwau8psycron che significa "freddo",cite-ref-oclc-1088865057-33-0[33] uno dei mwavqquattro elementi costitutivi del corpo umano che secondo la fisiologia antica in caso di squilibri avrebbe potuto generare le mwavumalattie psicosomatiche.cite-ref-34[34]
Per mwavsAgostino d'Ippona, che risente dell'influsso mwavwneoplatonico,cite-ref-agostino-35-0[35] l'anima umana possiede una facoltà superiore, mwawespirituale, in cui si fa sentire la presenza di mwawiDio, ed una inferiore, rivolta agli enti materiali. Lo spirito consiste nell'attività della mwawmmente con cui l'anima può conoscere le mwawqverità mwawuintellegibili, mentre le mwawysensazioni provate dal corpo sono sempre in realtà di natura animica.cite-ref-38[38]
Permane in Agostino l'esigenza di una visione unitaria delle tre parti dell'uomo, in cui l'anima funga da intermediaria tra spirito e corpo,cite-ref-agostino-35-1[35] ora elevandosi alla luce mwaxaintuitiva della mwaxesapienza (mwaxiratio superior), ora rivolgendosi alle attività mondane ad un livello mwaxmlogico-mwaxqscientifico (mwaxuratio inferior).cite-ref-39[39]
«L'anima non è tutto l'uomo ma la sua parte migliore; e neanche il corpo è tutto l'uomo intero, ma la sua parte inferiore.»
(Agostino, La città di Dio, XIII, 24, 2)
L'anima è immagine della mwaxwTrinità: come Dio è Uno in tre divine persone, così l'anima è una sola mwax0sostanza in tre facoltà, che sono la memoria, l'intelletto e la volontà. Come le tre divine persone operano sempre congiuntamente e mai in modo diviso, così in ogni operazione dell'anima esiste il concorso delle tre facoltà del ricordare (memoria), del comprendere (intelletto) e del volere.cite-ref-40[40] Secondo lmwayi'mwaymmwayqItinerarium mentis in Deum di San mwayuBonaventura, la memoria genera l'intelletto, così come Dio Padre genera Dio Figlio, Verbo e Sua mente poi incarnatasi per la mwayyRedenzione del genere umano.cite-ref-bonaventura-41-0[41] La memoria è un mwayseterno presente indivisibile che abbraccia passato, presente e futuro; che contiene principi semplici superiori, come il mwaywpunto, l'mway0istante e l'unità, che sono assenti nel mondo esterno e quindi infusi da un Principio superiore; che è capace di riconoscere immediatamente come veri gli mway4assiomi delle scienze, quali il mway8principio di non-contraddizione o il fatto che il tutto è maggiore della parte.cite-ref-bonaventura-41-1[41] L'intelletto è capace di giudicare gli enti manchevoli e imperfetti soltanto grazie al fatto che vede l'Essere perfetto.cite-ref-bonaventura-41-2[41] In sintesi, la memoria è eterna e rinvia al Padre Eterno; l'intelletto, che rivela le verità della memoria, rinvia al Figlio Dio (il quale anche rivela le verità del Padre Dio); la volontà realizza il Sommo Bene che la memoria e l'intelletto hanno pensato, così come lo Spirito Santo vuole e realizza il Sommo Bene pensato dal Padre.cite-ref-42[42]cite-ref-43[43] San mwaaaGiovanni della Croce pose in relazione le tre facoltà dell'anima agostiniana con le tre mwaaevirtù teologali.cite-ref-bonaventura-41-3[41]cite-ref-44[44]
La questione della mwaasdoppia anima, di cui una di natura puramente spirituale e perciò del tutto separata dal corpo sulla scorta della tripartizione mwaawpaolina,cite-ref-45[45] rimase in seguito dibattuta, finché nei mwabeConcili di Costantinopoli dell'869-870 e dell'879-880 venne affermata l'unicità dell'anima umana, escludendo come mwabianatema la presenza di una parte superiore intellettiva priva di unione diretta con quella carnale.cite-ref-46[46]
Gli spiriti animali
La questione della natura dell'anima aveva riguardato sin dall'antichità non solo l'ambito letterario e filosofico ma anche quello mwabomedico, nel quale si cercò di conciliare la mwabspsicologia di mwabwAristotele con la mwab0fisiologia di mwab4Galeno, individuando per ognuna delle mwab8facoltà animiche (vegetativa, sensitiva e intellettiva) l'organo di mwacaattuazione delle loro capacità mwacepotenziali in relazione ai mwaciquattro umori.cite-ref-neurofisiologia-47-0[47]
• gli mwadespiriti naturali, risiedenti nel mwadifegato, che alimentavano e facevano crescere ogni parte del corpo;
• e gli mwadgmwadkspiriti animali o mwadopsichici (nel senso di «animici»), che erano preposti all'attività mwadsmentale.cite-ref-donazione-49-0[49]
Quest'ultimi si comportavano ognuno come un vero e proprio strumento (mwaeeorganon) al servizio dell'anima, ovvero «mwaeiprimum instrumentum animae» secondo la definizione di mwaemAlberto Magno,cite-ref-neurofisiologia-47-1[47] essendo pensate come sostanze mwaegsottilissime che rendevano possibile le funzioni mwaekmotorie e le trasmissioni mwaeosensoriali nel mwaescorpo umano.cite-ref-neurofisiologia-47-2[47]
Sul piano filosofico fungevano in un certo senso da intermediari nel tentativo di risolvere la difficile questione del mwaferapporto dualistico tra mente e materia.cite-ref-neurofisiologia-47-3[47] La sede delle facoltà psichiche secondo il mwafymwafcDe Anima di Aristotele era il mwafgcuore, mentre Galeno la collocava nel mwafkcervello. La diversità di orientamenti diede luogo a un dibattito che si protrasse lungo il mwafoMedioevo fino all'età mwafscartesiana.cite-ref-neurofisiologia-47-4[47]
Anima Mundi
Concetto di origine mwagqorientale denominato mwagumwagyĀtman e, probabilmente attraverso gli mwagcorfici o i mwaggpitagorici, arrivato a mwagkPlatone che nel mwagomwagsTimeo la chiama mwagwmegàle psyché ("grande anima").cite-ref-50[50] Richiamandosi alla tradizione dell'mwaheilozoismo arcaico, per il quale il mondo è una sorta di grande animale, Platone lo vede supportato dall'Anima del Mondo, infusagli dal mwahiDemiurgo, che impregna il cosmo e gli dà vitalità generale.
Alcuni autori mwahqcristiani lo identificarono con lo mwahuSpirito Santo,cite-ref-51[51] anche se il termine risultò piuttosto sospetto a qualche teologo cristiano in quanto evocava princìpi mwahopanteistici come il mwahsLogos degli stoici o la terza mwahwipostasi di Plotino, chiamata appunto mwah0anima.
Attraverso il mwah8neoplatonismo di Plotino e dei suoi epigoni il concetto, con varie denominazioni, arriva alla cultura mwaiarinascimentale e ha un importante rilancio a cominciare da mwaieMarsilio Ficino,cite-ref-52[52] seguito più tardi da mwaiyGiordano Bruno.cite-ref-53[53] È una nozione particolarmente cara al mwaispensiero magico e mwaiwmistico, che viene rielaborata in occidente nel periodo romantico da mwai0Schelling.cite-ref-54[54]
Animo
Al posto di mwajuanima si fa spesso ricorso anche al termine mwajyanimo, per riferirsi in modo più circoscritto alla sede degli mwajcaffetti, dei mwajgsentimenti, delle facoltà mentali quali l'mwajkattenzione, l'inclinazione, il mwajopensiero o la mwajsmemoria, all'origine della mwajwvolontà e dei propositi, delle disposizioni di spirito, al mwaj0coraggio.cite-ref-animo-8-1[8] mwakiJung utilizzava i termini latini mwakmmwakqanima e mwakumwakyanimus per indicare le istanze superiori che governano rispettivamente la psiche maschile e quella femminile.cite-ref-55[55]
Il concetto di anima nelle religioni monoteiste
Ebraismo
La mwalmBibbia ebraica non ha una definizione sistematica dell'anima, anche se nella letteratura rabbinica classica, è possibile trovare diverse descrizioni dell'anima dell'uomo. Nella bibbia ebraica vi sono tuttavia più termini che, nelle elaborazioni successive delle varie religioni, sono stati collegati al concetto di anima.
«Dio il Signore
[YHWH]
formò l'uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici l'alito vitale e l'uomo divenne un'anima vivente.
»
• Esiste inoltre il termine mwan0Ruach (רוח in ebraico), in greco mwan4pnéuma e in latino spiritus. Pnèuma deriva dal verbo pnèo, che significa "respirare" o "soffiare", e si ritiene che anche l'ebraico rùach derivi da una radice che ha lo stesso significato, ed indica l'alito vitale comunicato da Dio all'uomo.
mwaoaGiobbe 36:13-15cite-ref-62[62] e mwaouSalmi 78:49-51cite-ref-63[63] impiegano la parola ebraica mwaoowə·ḥay·yā·ṯāmcite-ref-64[64] in riferimento alla morte come punizione divina nei confronti di un corpo e di un'anima macchiati dal peccato. Tale termine è reso sia genericamente con "vita" sia con il progressivo e graduale distacco dell'"anima", che si allontana dalla presenza salvifica di Dio ("non invocano aiuto") e dalla Sua frequente pietà per la colpa del prossimo (mwao8Salmi 78:32-42cite-ref-65[65]), finendo per accumulare l'ira, cessare di imitarLo, non essere liberato dalla trappola tesa dai propri nemici e cadere nel tradimento della perversione del cuore, della bestemmia, del giudizio empio e dell'iniquità, prima di una giovane morte.
mwapuSaadia Gaon e mwapyMaimonide spiegano il classico insegnamento rabbinico sull'anima attraverso le lenti della filosofia neo aristotelica. Il primo sostiene che l'anima è quella parte dell'uomo che è costituita di desideri fisici, emozioni e pensiero.cite-ref-66[66] Il secondo, (nella mwapsGuida dei Perplessi) intende l'anima come l'intelletto sviluppato privo di sostanza.
Nella mwap0Qabbalah e nello mwap4Zohar (un trattato di mistica) l'anima è vista come composta da tre elementi basilari, in rari casi con l'aggiunta dei più elevati: mwap8Nefesh, mwaqaRu'ah, e mwaqeNeshamah. Queste ultime due sono parti dell'anima non presenti dalla nascita ma si creano lentamente col passare del tempo. Il loro sviluppo dipende dall'agire e dalle credenze dell'individuo. Di esse si dice che esistano in forma completa negli individui spiritualmente avanzati. Essi sono solitamente spiegati in questi termini:
• mwaqqNefesh La parte inferiore o "funzioni animali" dell'anima. Si riferisce agli istinti e funzioni vitali. Si trova in tutti gli uomini, ed entra nel corpo fisico al momento della nascita. È all'origine della natura fisica e psicologica.
• mwaqyRuach L'anima mediana, o spirito. Essa consiste nelle virtù morali e nella capacità di distinguere il bene dal male. Nel linguaggio moderno è analoga alla psiche o all'ego.
• mwaqgNeshamah L'anima superiore, il Sé più elevato. Essa distingue l'uomo da tutte le altre forme di vita. Ha a che fare con l'intelletto, e permette all'uomo di godere e beneficiare della vita dell'aldilà. Questa parte è comune ad ebrei e non ebrei al momento della nascita. È la parte che permette la consapevolezza dell'esistenza e presenza di Dio.
Nello Zohar si dice che, dopo la morte, il mwaqoNefesh si dissolve, il mwaqsRuach si trasferisce in una sorta di stato intermedio dove è sottoposto ad un processo di purificazione ed entra in una specie di "paradiso transitorio", mentre mwaqwNeshamah ritorna alla sua fonte, il mondo delle idee platonico, dove gode del "bacio dell'amato". Si ritiene che dopo la resurrezione mwaq0Ruach e mwaq4Neshamah, anima e spirito, si riuniscano in una forma definitiva trasmutata.
Il mwaraRaaya Meheimna, un trattato cabbalistico pubblicato assieme allo Zohar, aggiunge due parti ulteriori all'anima umana: mwareChayyah e mwariYehidah. mwarmGershom Scholem scrive che essi sono considerati i livelli più sublimi della cognizione intuitiva e si trovano solo in pochi individui eletti:
• mwaryChayyah La parte dell'anima che permette la consapevolezza della forza della vita divina stessa
• mwargYehidah Il livello più elevato dell'anima, nella quale si raggiunge la più intima unione con Dio.
«[19]. Poiché la sorte de' figliuoli degli uomini è la sorte delle bestie; agli uni e alle altre tocca la stessa sorte; come muore l'uno, così muore l'altra; hanno tutti un medesimo soffio e l'uomo non ha superiorità di sorta sulla bestia; poiché tutto è vanità.
[20]. Tutti vanno in un medesimo luogo; tutti vengon dalla polvere, e tutti ritornano alla polvere. [21]. Chi sa se il soffio dell'uomo sale in alto, e se il soffio della bestia scende in basso nella terra?»
(Ecclesiaste, cap. 3, versi 19-21)
«[18] Poi riguardo ai figli dell'uomo mi son detto: Dio vuol provarli e mostrare che essi di per sé sono come bestie.
[19] Infatti la sorte degli uomini e quella delle bestie è la stessa; come muoiono queste muoiono quelli; c'è un solo soffio vitale per tutti. Non esiste superiorità dell'uomo rispetto alle bestie, perché tutto è vanità. [20] Tutti sono diretti verso la medesima dimora: tutto è venuto dalla polvere e tutto ritorna nella polvere. [21] Chi sa se il soffio vitale dell'uomo salga in alto e se quello della bestia scenda in basso nella terra? [22] Mi sono accorto che nulla c'è di meglio per l'uomo che godere delle sue opere, perché questa è la sua sorte. Chi potrà infatti condurlo a vedere ciò che avverrà dopo di lui?»
(Ecclesiaste, cap. 3, versi 19-22)
Cristianesimo
Nel mwaswNuovo Testamento non esiste una definizione univoca di anima, sebbene esistano dei riferimenti a una sopravvivenza dell'anima dopo la morte.cite-ref-67[67] mwatePaolo di Tarso fa riferimento ad una mwatitripartizione dell'uomo, nominando il corpo, l'anima e lo spirito,cite-ref-68[68] già presente in Platone.cite-ref-69[69] La parola mwatspsychè (ψυχή, in mwatwlingua greca) ricorre da sola 102 volte, la prima dei quali nel mwat0Vangelo di Matteo 2,20, ed è usata nelle citazioni di passi dell'mwat4Antico Testamento dove è presente il termine mwat8nefesh.cite-ref-70[70] Talvolta le due parole mwauqpsyche e mwauupneuma finiscono per assumere il medesimo significato.
Il termine greco mwaucpsychè, tra l'altro, poteva significare non solo l'“anima come personalità e carattere”, ma anche come "vita", o usato per indicare la persona stessa. Anche in opere greche non bibliche il termine includeva tutto il vivente e non solo la parte "mwaugpensante".cite-ref-71[71] Naturalmente opere del genere si basano più che altro sugli scritti di autori greci classici, e includono tutti i significati attribuiti alla parola dai filosofi greci pagani, fra cui "anima" dei morti, "anima, come sussistente senza il corpo, o contrapposta ad esso", ecc.
Dal momento che alcuni filosofi pagani pensavano che l'anima alla morte uscisse dal corpo, il termine mwau4psychè significava anche "farfalla", creatura che subisce una metamorfosi, trasformandosi da crisalide in creatura alata.cite-ref-72[72]
Ferma restando la terminologia adoperata nelle Scritture, che fa riferimento ad un'inconfutabile distinzione concettuale tra il corpo e lo spiritocite-ref-73[73], il Cristianesimo delle origini si concentrò, almeno nei primi tempi, sul concetto di mwavgresurrezione della carne più che su quello di «mwavkimmortalità» dell'anima; quest'ultima sarebbe divenuta materia di riflessione soltanto dei teologi successivi.cite-ref-74[74]
Teologia cattolica
La mwawaChiesa cattolica non ha una definizione filosofica esplicita dell'anima, sebbene abbia respinto diverse dottrine come quelle mwawegnostiche che sostenevano che l'anima individuale fosse increata perché della stessa sostanza divina, o la teoria della mwawimetempsicosi legata alla mwawmreincarnazione, o ancora altre ipotesi nelle quali l'anima (intesa come anima razionale e spirito) non fosse considerata individuale e immortale. Secondo la teologia cattolica, l'anima è personale, libera di scegliere il bene e il male, immortale, soggetta a una sola vita terrena senza possibilità di reincarnazione dopo la morte, presente da sempre nella mente di Dio come idea-progetto di amore per il singolo e per il bene di ogni vivente, ma che non preesiste al corpo ed inizia a "vivere" col nascituro. Fra gli autori ecclesiastici che hanno affrontato l'argomento, che si presenta quasi sempre connesso al tema della mwawqresurrezione, sono da annoverare mwawuAgostino di Ippona, mwawyTommaso d'Aquino e mwawcBonaventura da Bagnoregio. Mentre Agostino immagina l'anima come una specie di nocchiero del corpo, postulando un certo mwawgdualismo,cite-ref-75[75] Tommaso d'Aquino insiste sull'unità inscindibile dell'uomo. L'anima è mwaw0«tota in toto corpore»cite-ref-76[76]cite-ref-77[77]cite-ref-78[78]
(laNel IV libro del
De Trinitate
afferma che l'anima è tutta in tutto il corpo e tutta in qualsiasi parte di esso)
«Tommaso d'Aquino,
Questione disputatae De Anima
, quaestio 10
»
(italiano)
«Augustinus dicit, in
VI
De Trinitate
, quod anima est tota in toto corpore, et tota in qualibet parte eius.»
Ciò vuol dire che è mwayainteramente contenuta in mwayeogni singola parte del corpo umano (se il braccio fa male, fa male tutta l'anima)cite-ref-80[80], e dunque ubiquitaria e non collocabile in un singolo organo (cuore oppure cervello, ecc.), né dal corpo separabile (se non con la morte). L'anima intellettuale è per lui la forma del corpo, e la sua separazione dopo la morte è vista come un esilio, poiché essa è naturalmente unita al corpo, a cui tende con la resurrezione finale.cite-ref-81[81]cite-ref-82[82]
Di seguito alcuni passi del mway8mwazaCatechismo della Chiesa cattolica:
«
II. «Corpore et anima unus» - Unità di anima e di corpo
362 La persona umana, creata a immagine di Dio, è un essere insieme corporeo e spirituale. Il racconto biblico esprime questa realtà con un linguaggio simbolico, quando dice: « Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita, e l'uomo divenne un essere vivente » (Gn 2,7). L'uomo tutto intero è quindi voluto da Dio.
363 Spesso, nella Sacra Scrittura, il termine anima indica la vita umana, oppure tutta la persona umana. Ma designa anche tutto ciò che nell'uomo vi è di più intimo e di maggior valore, ciò per cui più particolarmente egli è immagine di Dio: « anima » significa il principio spirituale nell'uomo.
364 Il corpo dell'uomo partecipa alla dignità di « immagine di Dio »: è corpo umano proprio perché è animato dall'anima spirituale, ed è la persona umana tutta intera ad essere destinata a diventare, nel corpo di Cristo, il tempio dello Spirito.
« Unità di anima e di corpo, l'uomo sintetizza in sé, per la sua stessa condizione corporale, gli elementi del mondo materiale, così che questi, attraverso di lui, toccano il loro vertice e prendono voce per lodare in libertà il Creatore. Allora, non è lecito all'uomo disprezzare la vita corporale; egli anzi è tenuto a considerare buono e degno di onore il proprio corpo, appunto perché creato da Dio e destinato alla risurrezione nell'ultimo giorno ».
365 L'unità dell'anima e del corpo è così profonda che si deve considerare l'anima come la « forma » del corpo; ciò significa che grazie all'anima spirituale il corpo, composto di materia, è un corpo umano e vivente; lo spirito e la materia, nell'uomo, non sono due nature congiunte, ma la loro unione forma un'unica natura.
366 La Chiesa insegna che ogni anima spirituale è creata direttamente da Dio – non è « prodotta » dai genitori – ed è immortale: essa non perisce al momento della sua separazione dal corpo nella morte, e di nuovo si unirà al corpo al momento della risurrezione finale.
367 Talvolta si dà il caso che l'anima sia distinta dallo spirito. Così san Paolo prega perché il nostro essere tutto intero, « spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore » (1 Ts 5,23). La Chiesa insegna che tale distinzione non introduce una dualità nell'anima. « Spirito » significa che sin dalla sua creazione l'uomo è ordinato al suo fine soprannaturale, e che la sua anima è capace di essere gratuitamente elevata alla comunione con Dio.
368 La tradizione spirituale della Chiesa insiste anche sul cuore, nel senso biblico di « profondità dell'essere » (« in visceribus »: Ger 31,33), dove la persona si decide o non si decide per Dio.»
Il mwazcCatechismo di San Pio X afferma:
«48 Che cosa è l'uomo?
L'uomo é una creatura ragionevole composta d'anima e di corpo.
50. Dite cosa è l'anima? L'anima è la parte più nobile dell'uomo, perché è sostanza spirituale, dotata d'intelletto e di volontà, capace di conoscere Dio e di possederlo eternamente.
51. L'anima umana si può vedere e toccare? L'anima nostra non si può né vedere né toccare perché è spirito.
52. L'anima umana muore col corpo? L'anima umana non muore mai: la fede e la stessa ragione provano che essa è immortale.
53. L'uomo è libero nelle sue azioni? Si, l'uomo è libero nelle sue azioni; e ciascuno sente dentro se stesso che può fare una cosa e non farla, o farne una piuttosto che un'altra.
54. Spiegate con un esempio la libertà umana. Se io dico volontariamente una bugia, sento che potrei non dirla e tacere, e che potrei anche parlare diversamente, dicendo la verità.
55. Perché si dice che l'uomo fu creato ad imagine e somiglianza di Dio? Si dice che l'uomo fu creato ad imagine e somiglianza di Dio, perché l'anima umana è spirituale e ragionevole, libera nel suo operare, capace di conoscere e di amare Dio e di goderlo eternamente: perfezioni che rispecchiano in noi un raggio dell'infinita grandezza del Signore.
83. Che cosa c'insegna il terzo articolo: Il quale fu concepito di Spirito Santo; nacque di Maria Vergine Il terzo articolo del Credo c'insegna che il Figliuolo di Dio ha preso un corpo e un'anima, come abbiamo noi, nel seno purissimo di Maria Vergine per opera dello Spirito Santo, e che è nato da questa Vergine.
84. Il Padre e il Figliuolo concorsero anche essi a formare il corpo e a creare l'anima di Gesù Cristo? Si, a formare il corpo e a creare l'anima di Gesù Cristo concorsero tutte le tre Persone divine.»
(Catechismo di San Pio X.)
Teologia ortodossa
Per gli ortodossi, corpo e anima compongono la persona, e alla fine, corpo e anima verranno riuniti; quindi, il corpo di un mwazssanto condivide la santità dell'anima del santo.
Teologia protestante
Secondo il teologo protestante mwaz4Oscar Cullmann, autore di mwaz8Immortalità dell'anima o risurrezione?, pubblicato nel 1986,
«Lo stato intermedio fra la morte e la risurrezione del corpo è caratterizzato da un periodo di sonno, in cui gli addormentati (Prima lettera ai Tessalonicesi, 4,13) aspettano la resurrezione finale.»
Cullmann inoltre nel suo libro fa notare che la dottrina dell'immortalità dell'anima risale al II secolo e che deriva dalla analoga dottrina ellenica, presa a prestito dal cristianesimo.
In seguito, nella stessa opera, scrive:
«[Esiste] una differenza radicale fra l'attesa cristiana della risurrezione dei morti e la credenza greca nell'immortalità dell'anima... Se poi il cristianesimo successivo ha stabilito, più tardi, un legame fra le due credenze e se il cristiano medio oggi le confonde bellamente fra loro, ciò non ci è parsa sufficiente ragione per tacere su un punto che, con la maggioranza degli esegeti, consideriamo come la verità... Tutta la vita e tutto il pensiero del Nuovo Testamento [sono] dominati dalla fede nella risurrezione... L'uomo intero, che era davvero morto, è richiamato alla vita da un nuovo atto creatore di Dio.»
Islam
Nella mwa0creligione islamica si ritiene che l'infusione dell'anima avvenga al termine del quarto mese di gestazione.cite-ref-84[84] Più nello specifico, la tradizione averroistica identifica le seguenti fasi: presenza o unione del liquido seminale nell'utero materno (mwa0wNutfa, primi 40 giorni di gestazione), comparsa di un grumo o coagulo si sangue (mwa00Alaqa, da 40 a 80 giorni), formazione di una massa carnea (mwa04Mudgha, da 80 a 120 gg, corrispondente allo stadio dell'mwa08embrione), integrazione dell'anima e possesso di una componente fetale spirituale (mwa1aKhalqan Akhar, oltre i 120 gg).cite-ref-85[85]
Induismo e religioni orientali
Nell'mwa1cInduismo, e nelle religioni ad esso collegate, l'anima è l'aspetto più puro e sottile dell'esistenza umana, il principio che dà vita alla totalità, e che influenza e caratterizza l'evoluzione di un individuo nella sua completezza. Non ha "rivestimenti", viene infatti anche detta mwa1gAnupadaka, cioè priva di aspetti che la separino dal resto della creazione. Il principio separativo, "ego", è soltanto un riflesso limitato di questa immensa energia.
Nelle diverse vite che l'uomo si trova a vivere attraverso la mwa1oreincarnazione, le esperienze vissute entrano a far parte del bagaglio dell'anima, che ha così la possibilità di ricordarle tutte. Il fatto di non ricordare nulla delle vite passate può dare un'idea della distanza che si viene ogni volta a creare tra la percezione che l'uomo ha di sé stesso durante la vita (mwa1sego) e la sua vera natura (anima).
Tutte le pratiche mwa2iYoga e, più in generale, molte delle diverse articolazioni delle mwa2mfilosofie e religioni orientali hanno sostanzialmente come obiettivo la liberazione dalla schiavitù dellmwa2q'mwa2uego, intendendo quest'ultimo come un'illusione (mwa2ymaya) apportatrice di sofferenza che si perpetua attraverso l'incessante ciclo delle mwa2creincarnazioni (mwa2gmwa2ksamsara).
Nella tradizione mwa2sesoterica si parla di anima individuale (mwa2wJiva) e anima suprema (mwa20mwa24Ātman). Poiché lo Yoga si pone appunto come obiettivo la fusione del mwa28jiva nellmwa3a'mwa3eatman, del sé individuale con quello supremo (mwa3imwa3mBrahman impersonale o mwa3qmwa3uBhagavat personale), esso mira in tal modo alla vera realizzazione spirituale e alla fine della sofferenza. L'Ātman, letteralmente «respiro», può quindi essere inteso in una doppia accezione, sia come "anima del mondo", sia come princìpio dell'anima individuale.
Fede baháʼí
La mwa3gFede baha'i afferma che "l'anima è un segno di Dio, una gemma celeste la cui realtà l'uomo più dotto non è riuscito a cogliere, e il cui mistero nessuna mente, per quanto acuta, potrà mai sperare di svelare".cite-ref-gleanings-from-the-86-0[86] mwa30Bahá'u'lláh ha affermato che l'anima non solo continua a vivere dopo la morte fisica del corpo umano, ma è, di fatto, immortale.cite-ref-gleanings-from-the-86-1[86] Il paradiso può essere visto in parte come lo stato di vicinanza dell'anima a Dio; e l'mwa4iinferno come stato di lontananza da Dio. Ogni stato è una conseguenza degli sforzi individuali, o della loro mancanza, per svilupparsi spiritualmente. Bahá'u'lláh insegnò che gli individui non hanno esistenza prima della loro vita qui sulla terra e l'evoluzione ideale e spirituale dell'anima è sempre e solo quella verso Dio, allontanandosi con la morte terrena dal mondo materiale.cite-ref-87[87]
Il concetto di anima presso i popoli primitivi
Secondo le credenze mwa4ksciamaniche, sono gli spiriti a muovere il creato, ancora prima degli dei. Gli spiriti sono presenti in tutti gli esseri viventi, e il loro rango è proporzionale alla creatura che mwa4oanimano. Ne conseguiva che con la morte, l'essere umano entrava nella dimensione degli spiriti, superiore a quella terrena, e quindi la necessità di onorare il defunto, non solo per l'affetto, ma soprattutto perché da quel piano elevato poteva benedire i vivi. Da questo nasce anche la paura dei morti: una persona oppressa e maltrattata durante la propria vita poteva in qualche modo vendicarsi una volta giunta nel reame superiore.
Talora una persona poteva subire la perdita dell'anima a causa di eventi traumatici, per recuperare la quale lo sciamano poteva compiere un mwa4wviaggio nelle altre dimensioni, non privo di pericoli, per andarla a recuperare.cite-ref-88[88]
New age
A metà degli anni '70, gli mwa5camericani Joseph Puleo e Leonard Horowitz, studiando vari testi religiosi, in primis la Bibbia, scoprirono 6 frequenze musicali, o frequenze di solfeggio: mwa5g396 Hz, 417mwa5k Hz, 528mwa5o Hz, 639mwa5s Hz. Hz, 741mwa5w Hz e 852mwa50 Hz. Ascoltare musica con queste frequenze, secondo i loro studi, potrebbe migliorare lo stato psicologico di una persona. Secondo i seguaci coincidono con le vibrazioni dei mwa54chakra umani, che emettono in uno stato di salute. Inoltre, come notato dai ricercatori, gli strumenti musicali del mondo antico erano accordati principalmente sulla frequenza di 432mwa58 Hz, che, secondo dati recenti, non è inclusa nell'elenco delle principali frequenze del solfeggio, ma ha un effetto calmante cite-ref-89[89].
Lessico, modi di dire, uso figurato
In generale, l'uso figurato di anima allude a qualcosa dotato di movimento e di mwa6yvita (spesso più immaginaria che reale), oppure a qualcosa di segreto ma essenziale, che in qualche modo cambia la natura dell'oggetto in cui si installa.
• Nei manufatti si definisce mwa6kanima la componente dura, portante, interna, non visibile ma essenziale dell'oggetto, ad esempio:
• mwa6wbastone animato: è un bastone da passeggio che nasconde al proprio interno una lama affilata;
• mwa64anima da fonderia: è un particolare prodotto in materiale refrattario utilizzato nelle forme che serve ad ottenere cavità, rientranze o sotto squadri nei pezzi meccanici ottenuti da fusione;
• mwa7aanima in polietilene o in poliuretano dentro pannelli in alluminio;
• in mwa7iliuteria si intende per mwa7manima il pezzetto di legno incastrato, non incollato, tra il fondo e la tavola degli strumenti ad arco.
• I mwa7ucartoni animati sono mwa7ydisegni che, proiettati in rapida successione, danno l'illusione del movimento (come se mwa7cprendessero vita e fossero dunque dotati di mwa7ganima)
• Un popolare mwa7oproverbio recita: "La mwa7spubblicità è lmwa7w'mwa70anima del commercio".
• mwa78Anima può essere una mwa8ametonimia per "persona" in espressioni come "Un villaggio di poche mwa8eanime".
C'è poi uno spettro semantico nel quale l'anima si riferisce ai morti:
• mwa8ula buonanima di..., espressione popolare per alludere a un defunto;
• le mwa8canime sante, frequentemente stazionanti in mwa8gpurgatorio.
• In termini esoterici si intende per mwa8oanima-gruppo, mwa8snube sintonica o mwa8wfascio noûrico, una unità di spiriti disincarnati giunti ad un grado di evoluzione abbastanza elevato; non sarebbe una semplice comunità di spiriti affini bensì una unità vera e propria, una sorta di personalità collettiva. L'esistenza di mwa80anime-gruppo fu affermata dallo spirito del mwa84Myers (1843-1901) nelle sue comunicazioni alla medium Geraldine Cummins (1890–1969). Nel suo libro "mwa9aRapporto dalla dimensione X" (1973) mwa9eGiorgio di Simone riporta le comunicazioni sullo stesso concetto riportate dall'Entità A.cite-ref-90[90]
Note
cite-note-0-11. ↑ Emilio Morselli, mwa94Dizionario filosofico, p. 11, Milano, Signorelli editore, 1961.
cite-note-22. ↑ Cioè con la mwa-imwa-mres cogitans di mwa-qCartesio (mwa-uEnciclopedia Treccani alla voce omonima).
cite-note-33. ↑ mwa-kEnciclopedia Treccani alla voce omonima.
cite-note-treccani-44. ↑ mwa-8mwa-amwa-eAnima, in mwa-iDizionario di filosofia, 2009.
cite-note-55. ↑ mwa-yAdriano Lanza, mwa-cmwa-gDante e la gnosi, Roma, Mediterranee, 1990, p.mwa-k 83.
cite-note-66. ↑ mwa-0Francesco Bonomi, mwa-4mwa-8Psiche, in mwbaaDizionario etimologico, 2004-2008.
cite-note-77. ↑ mwbaqĀtman analogamente è collegato al significato di «respirare», «soffiare» (M. Monier-Williams, mwbauSanskrit-English Dictionary, Oxford, Clarendon Press, 1872; Margaret Stutley e James Stutley, mwbayDizionario dell'Induismo, Roma, Ubaldini, 1980, pag. 46.)
cite-note-animo-88. ↑ citereftreccani-animomwbawmwba0Animo, in mwba4Treccani.it – mwba8Vocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. Le connotazioni del termine italiano "anima" del resto non sono spesso corrispondenti al significato dei termini ebraico e greco usati dagli scrittori biblici. Già nel 1897, nel mwbbaJournal of Biblical Literature (vol. XVI, p. 30), C. A. Briggs, in seguito a una particolareggiata analisi dell'uso di mwbbenèfesh, osservava: «Anima nell’uso che se ne fa attualmente. . . dà di solito un'idea molto diversa dal significato di נפש [mwbbinèfesh] in ebraico, ed è facile che l'incauto lettore fraintenda».
cite-note-99. ↑ Si tratta di una concezione evanescente dell'anima, ritenuta simile a un "soffio" o in certi casi al suono di un singhiozzo, che come ha illustrato mwbbyManara Valgimigli permeava l'immaginario greco fino a tutta l'età pre-socratica: «Il termine greco che designa l'anima (mwbbc"psyche") indica in origine più genericamente la vita. Quando l'anima mwbbgse ne va, mwbbkse ne va la vita; la morte è dunque un fuggire della vita o dell'anima. Si può parlare di una sopravvivenza dell'anima in qualche forma, proprio perché l'anima mwbbose ne va, ma si tratta comunque di una sopravvivenza in forma diminuita; l'anima del defunto è solo un'immagine (mwbbs"èidolon") sbiadita, che ha perso il suo vigore vitale, cioè, in generale, le facoltà nelle quali consiste propriamente il vivere, dalla volontà alla coscienza» (cit. in Platone, mwbbwFedone, traduzione di Manara Valgimigli, a cura di Bruno Centrone, Biblioteca Filosofica Laterza, Bari 2005, pag. 8).
cite-note-1010. ↑ Francesco Sarri, mwbcaSocrate e la genesi storica dell'idea occidentale di anima, Abete, 1975.
cite-note-1111. ↑ mwbcqmwbcumwbcyPrincipio, spirito, anima, su mwbccplaton.it.
cite-note-1313. ↑ E. Morselli, mwbduop. cit., pag. 11. La stessa tripartizione viene riproposta da Platone nella concezione politica dello Stato organizzato secondo ragione, in mwbdyanalogia ad un organismo vivente.
cite-note-1515. ↑ «Le anime, pertanto, si accalcano e si urtano tra loro e, riempitesi di malvagità, perdono le ali e precipitano sulla terra dove si incarnano, dando avvio a un ciclo di mwbd8reincarnazioni» (Platone, mwbeaFedro, trad. in Luciano Zamperini, mwbeePlatone. Un maestro del pensiero occidentale, p. 90, Firenze, Giunti, 2003).
cite-note-1616. ↑ Aristotele afferma in proposito: «Se rimanga qualcosa dopo l'individuo, è una questione ancora da esaminare. In alcuni casi, nulla impedisce che qualcosa rimanga: per esempio, l'anima può essere una cosa di questo genere, non tutta, ma solo la parte intellettuale; perché è forse impossibile che tutta l'anima sussista anche dopo» (mwbeuMetafisica, Λ 3, 1070 a 24-26).
cite-note-1717. ↑ Paolo Rossi (a cura di), mwbekDizionario di filosofia, La Nuova Italia, Firenze, 2000
cite-note-1818. ↑ mwbe0Lorenzo Manara, mwbe4mwbe8L'anima aristotelica, su mwbfaistitutocalvino.edu.it, 2013.
cite-note-191. mwbfqCat. 2,1a20 SS. Citato in:mwbfuGiovanna R. Giardina, mwbfymwbfcSe l'anima sia entelechia del corpo alla maniera di un nocchiero rispetto alla nave". Plotino IV 3, 21 su Aristotele De anima II 1, 413a8-9, su mwbfgacademia.edu, p.mwbfk 73. Ospitato su mwbfomwbfsmwbfwarchive.is..
cite-note-2020. ↑ mwbgamwbgeEnneadi, IV, 7, 8. Citato in: mwbgiSerge-Thomas Bonino, O.P., mwbgmmwbgq1.4-Il pensiero ellenistico: Plotino, in mwbguDispensa del corsomwbgy : L'immortalità dell'anima e la vita dell'anima separata secondo san Tommaso (2019-2020), p.mwbgc 20. Una definizione equivalente era quella per la quale "l'anima è necessariamente la mwbggsostanza nel senso di mwbgkforma di un corpo naturale che possiede in potenza la vita".cite-ref-19[19]
cite-note-2121. ↑ mwbheLorenzo Cortesi, mwbhimwbhmPlotino: le anime sono come anfibi, in mwbhq"Philosophica", 2019.
cite-note-2222. ↑ Plotino, mwbhgEnneadi, I 1, 12.
cite-note-2323. ↑ mwbhwIbidem I, 1, 9.
cite-note-a-2424. ↑ mwbiiIbid. IV, 3, 31.
cite-note-2525. ↑ Trattato III, 5 mwbiySull'Amore.
cite-note-2626. ↑ Il moto degli atomi genera il calore e la respirazione, causa della vita. L'anima è intesa come principio vitale del corpo, cosciente e libero, sottoposto a norme etiche di provenienza umana e prive di una finalità o ispirazione divina. L'anima è dotata di un linguaggio convenzionale ed è il soggetto unificante degli organi di senso, che non sono capaci di cogliere gli atomi e il vuoto. Quindi, l'anima non ha il potere di vedere i propri costituenti primi atomici, ma è capace di muoversi nel vuoto unitamente al corpo, rispetto al quale presenta una forma atomica differente e quindi teoricamente separabile, ad esempio dopo la morte. I frammenti non danno evidenza di una vita ultraterrena dell'anima secondo Democrito che pure accenna all'esistenza di mwbioeidola che in gran numero vagano nell'aria, appaiono agli uomini come entità di grande statura che emettono voci e predicono il futuro, portando un effetto benefico o malefico. Se gli antichi li concepivano come divinità, il loro disapparire dagli organi di senso non consente di stabilire se siano immortali. La stessa parolamwbiseidola identifica la forma spirituale della materia che si stacca dai corpi e si imprime sugli organi di senso, determinando la percezione. In modo coerente, gli atomi forme o idee e oggetti teorici piuttosto che materiali (mwbiwAntonello La Vergata e Franco Trabattoni, mwbi0Filosofia, cultura, cittadinanza, 1-La filosofia antica e medievale, La Nuova Italia, p.mwbi4 54,66, mwbi8ISBNmwbja 978-88-221-6765-1.)
cite-note-2727. ↑ mwbjumwbjymwbjcLettera di Epicuro a Erodoto (mwbjgmwbjkPDF) mwbjo(archiviato dall'mwbjsurl originale il 16 dicembre 2013).
cite-note-2929. ↑ mwbkgmwbkkL. Giancola,mwbko P.90.
cite-note-3030. ↑ mwbk4Adriano Lanza, mwbk8mwblaDante e la gnosi: esoterismo del "Convivio", Edizioni Mediterranee, 1990, p.mwble 84.
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Voci correlate
• mwbs4Anima del mondo
• mwbtaAnima e Animus
• mwbtiAnima gemella
• mwbtyAnimismo
• mwbtgCorpo (esoterismo)
• mwbtoCoscienza
• mwbtwJames Hillman
• mwbt4Platone (mwbt8mwbuaFedone), mwbueAristotele (mwbuimwbumSull'anima), mwbuqPlotino (mwbuumwbuyEnneadi) e mwbucMarsilio Ficino (mwbugDe immortalitate animarum)
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Collegamenti esterni
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